Aces Games GdR - Come nace l'idea di un gioco di ruolo, how ideas for rpg comes up

COME NASCE UN’IDEA?

Dall’ispirazione al tavolo

(di Simone “Aces” Morini)

Mi capita spesso di ricevere una domanda che all’apparenza è semplice: “Come ti è venuta questa idea?”
La verità è che non sempre lo so. Ma ci ho pensato, e ho provato a rispondere.
Ogni idea nasce in modo diverso (almeno per me) e il processo creativo cambia da persona a persona. Però ci sono dei nodi in comune, e magari, parlandone, riesco a darti qualche spunto.

 

Piccola premessa: quanto segue vale tanto per un gioco quanto per un racconto, per il background di un personaggio, per una sessione, una campagna o qualunque altra forma di scrittura creativa applicata al gioco.

(Molta) casualità

Per rispondere alla domanda che io stesso ho posto, dovrei analizzare uno per uno tutti i giochi che ho scritto finora. Tranquillo, non lo farò, anche perché per alcuni la risposta è ancora oggi: non ne ho idea.

 

Non c’è un momento preciso per creare qualcosa. Anche se il lavoro a volte lo impone, non si può forzare la creatività: sarebbe come cercare di navigare senza vento o di sciare senza neve.

 

E, sfortunatamente, spesso non c’è neanche uno stato mentale favorevole. Le idee per i miei giochi sono spuntate mentre ero al lavoro, così come in vacanza, durante periodi di forte stress o, al contrario, in pieno relax.

 

L’ispirazione arriva quando non te l’aspetti, quindi la vera domanda non è: “Come creo il mood giusto?” quanto piuttosto: “Come faccio a riconoscere quando il momento arriva?”. E fidati, non sarà lui a dirtelo.

 

Imparare ad ascoltarsi è il modo migliore per cominciare. Quindi, se il momento creativo arriva in silenzio e senza preavviso, puoi costruirti un monitor mentale per captarlo.

 

Ma c’è un altro problema: quando arriva, non basta riconoscerlo. Bisogna alimentarlo, oppure se ne va così com’è venuto.

Sembra una sfida enorme, e spesso lo è. Ma parlarne è più difficile che viverla.

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Ci sono momenti in cui la mente è più recettiva, pronta ad accogliere nuovi stimoli. A volte può essere semplicemente: oggi ho voglia di vedere un film o iniziare un nuovo libro.

Non è solo il desiderio di svagarsi: è la voglia di assorbire. E in quei momenti, la mente si mette in modalità immagazzinamento. Una modalità che puoi pilotare.

Puoi quindi dire a te stesso: “Sto guardando questa cosa perché voglio creare qualcosa.”
Così la mente non solo registra ciò che vede, ma lo classifica. Gli dà uno spazio preciso sullo scaffale della creatività.

 

Quante volte ti è capitato di dimenticare un film, un libro, persino una serie intera? Perché in quel momento, la tua mente ha registrato, ma senza sapere dove mettere quelle informazioni. Le ha lasciate in un angolo, pronte a essere coperte da stimoli più forti.

 

Quando invece le assegni uno spazio (a patto che davvero ti diano qualcosa) e le dichiari utili, quelle idee restano. Magari non le ricorderai subito, ma torneranno al momento giusto. Qual è quel momento? Di nuovo, devi imparare ad ascoltarti per capirlo.

 

Tutto questo per dire che un’idea non nasce quando TU le dici di nascere.
La creatività non viene da una sola fonte.
Il mood per creare qualcosa è ciclico, ma non si ripete mai allo stesso modo.

 

Cerca di restare recettivo, verso te stesso e verso il mondo. Cerca stimoli, anche nei posti più banali: una canzone, un paesaggio, una camminata in un luogo che conosci a memoria.

 

Perché quel dettaglio, immagazzinato in un angolo qualunque del tuo cervello, potrebbe essere l’ispirazione del tuo prossimo viaggio.

Ti interessa approfondire?

Se quello che hai letto ti ha acceso qualcosa, potresti dare un’occhiata a Un GdR nel Cassetto, il servizio di consulenza studiato per aspiranti creatori di gdr (e non solo). Clicca qui per andare alla pagina e se hai domande, scrivimi pure a info@acesgames.it.

Grazie per aver letto fin qui, e alla prossima!

– Simone