Creare un Mostro in VHS - Parte 1: La Nascita
Scritto da: Simone Morini
“Il mondo è pieno di male. Non mi stupisce quindi che partorire un incubo sia molto più facile che donare la vita.”
[Estshar, viandante dell’Ignoto]
Ti sei mai chiesto come dare vita a un mostro, sia questo un feroce assassino, un alieno massacratore o un demone? VHS ti da la possibilità di farlo, di dargli un’anima (per quanto oscura) e portarlo in gioco.
Non solo: ti da la possibilità di renderlo vivo e reale, così che oltre alle abilità e alle armi che impugna, sia in grado di portare con sé il puro terrore.
In questo articolo (il primo di una serie su come creare un mostro in VHS) ti darò qualche suggerimento pratico, prendendo come esempio Marlon Haskett, il mostro creato in omaggio a Venerdì 13 per il contenuto [The Lake Curse].
Mostro: il vero protagonista
Cos’hanno in comune Freddy Krueger, Jason Vorhees o Pinhead? Un passato corrotto, a volte tragico, altre cruento o persino ignoto, ma sempre denso di male.
In ogni caso, il motivo per cui sono diventati dei mostri scava molto più in profondità del passato delle loro vittime, motivo per il quale sono loro i veri protagonisti dei film horror.
La storia dell’Incubo
La prima cosa è creare la storia del tuo mostro.
Come forse avrai visto, nella scheda editabile (che trovi qui) lo spazio non sempre è sufficiente per scrivere tutti i dettagli della tua creatura.
Non lasciarti limitare: scrivi la storia del tuo mostro a parte e usa lo spazio sulla scheda solo per il riassunto. Molti degli elementi che creerai, come vedrai anche nei prossimi articoli, si svilupperanno sia nel background che nelle parti regolistiche.
La storia di un mostro si snoda in tre punti principali:
- Il principio: cos’era il mostro prima di diventare tale? Nel caso di Marlon Haskett, era un bambino molto legato alla madre. Innocenza e amore materno: queste sono le chiavi su cui andare ad agire nel prossimo punto;
- La svolta: qual è l’episodio che ha stravolto la sua vita? Per Marlon, è stato l’omicidio della madre da parte del padre di lui, terminato poi in un suicidio. L’innocenza, così come la purezza, vengono distrutte;
- Il risveglio: attenzione, non è la svolta a creare il mostro, ma questo terzo punto. Tutti gli elementi sono pronti: è come aver messo insieme gli ingredienti per un arrosto. Ora basta accendere il forno. Il risveglio è l’interruttore che scatena tutto. Nel caso di Marlon Haskett, è scattato nel momento in cui ha rivisto il luogo in cui i suoi genitori sono morti, accendendo la scintilla della sua furia omicida.
Negli esempi appena fatti, puoi vedere come queste tre fasi siano molto delineate per Marlon Haskett, ma non dev’essere per forza così. Il prinicipio, per esempio, può essere anche solo accennato o non essere affatto presente.
Dopotutto lo Xenomorfo è sempre stato lo Xenomorfo, non c’è stato un passato a tramutarlo in alieno carnefice, no? E La stessa cosa si applica per i demoni, giusto?
Sì, ma non del tutto. Anche loro hanno queste tre fasi, ma vanno a scavare ben più a fondo. Lo Xenomorfo appartiene a una specie, di conseguenza i tre punti riguarderanno la sua origine da un punto di vista più scientifico: com’è nata quella razza? Perché è aggressiva? Cosa rende la sua caccia così inarrestabile?
Per un demone è la stessa cosa. Prendiamo per esempio uno dei diavoli più famosi. Anzi, IL diavolo: un passato da angelo, il più vicino al paradiso, caduto in disgrazia e divenuto il signore dell’inferno. Principio, svolta, risveglio.
Cosa evitare?
Come in ogni buona storia, gli elementi da inserire sono importanti quanto quelli da evitare. E cosa evitare quando si da vita a un mostro?
La banalità: Evitare la banalità non significa creare una storia finora mai vista, ma dare un contesto a ogni punto. Un criminale sanguinario che semina il terrore dopo essere fuggito da un manicomio è banale perché visto decine di volte? No, è banale se non spieghi PERCHÉ? Perché è finito in manicomio? Com’è riuscito a fuggire (da solo o magari con l’aiuto di un’entità oscura)? Perché uccide? Deve forse rispettare un patto demoniaco? Oppure la sua malattia lo porta a vedere in ogni volto l’assassino dei suoi figli?
Come vedi, ci sono tanti modi per rendere unico un concetto che può risultare “banale”. E anche se non del tutto originale, può comunque diventare distintivo, con un’identità forte in cui ogni pezzo della storia si incastra con gli altri.
La violenza gratuita: Quando pensiamo a un mostro, le prime cose che ci vengono in mente sono sangue, ferocia, brutalità, crudeltà. Eppure l’idea che “più ce n’è, più il mostro sarà incisivo” è sbagliata.
Come la tensione e la paura, anche la cattiveria va dosata con attenzione.
Ogni sua azione deve avere uno scopo: non serve che sia complesso o profondo, ma dev’esserci.
Il modo in cui tormenta le sue vittime deve seguire un pattern riconoscibile. È violento? Vuole far soffrire? Uccide per nutrirsi? O perché è posseduto?
Anche le sue armi devono avere coerenza: preferisce le armi bianche? Ha un’arma iconica (come la motosega di Leatherface o il guanto di Freddy)? O usa il proprio corpo?
Tutti questi elementi aiutano a definire il comportamento del mostro entro limiti che non lo indeboliscono, ma lo rendono riconoscibile. Ricorda: più il male ha una funzione e un contesto, più le sue azioni diventano credibili… e quindi terrificanti.
Il continuo dell’incubo
Nel prossimo articolo dedicato alla creazione di un mostro per VHS, vedremo come strutturare la parte regolistica usando come guida proprio la sua storia.
Spero che questo articolo ti sia stato utile, e che ti abbia acceso la voglia di dar vita ai tuoi incubi personali, siano questi armati di machete o colmi di sangue corrosivo.
– Simone