Halloween.
Una festa nata da chissà dove, senza un significato apparente e le cui origini si perdono nei meandri di ipotesi una più stupida dell’altra. Nel periodo in cui i morti sono più liberi di girovagare nel mondo dei viventi, le case, i castelli e le capanne in mezzo al bosco si arricchiscono di sinistri addobbi, decorazioni dozzinali e soprattutto zucche. Zucche intagliate, per la precisione.
Poi i giorni passano, la festività si spegne come una candela giunta alla fine dello stoppino, e vien fatto fagotto di tutti questi addobbi, che vengono infine gettati in qualche rio o in qualche grotta… pronti per essere reclamati dall’Orto.
Ed è dalle zucche marcite che piombano nei Campi di Sale, unite alla spazzatura che si portano appresso, che nascono i Campi delle Zucche, ormai un regno del tutto autonomo controllato dai suoi spazzini (ora autoproclamatisi suoi sovrani), i Pumpkings.
Ogni anno i Campi delle Zucche aumentano di dimensione, e si crede che a dirigerne l’espansione siano proprio i Pumpkings, che mirano a sommergere le mortopoli con un mare di cucurbitacee ammuffite, viticci di plastica e pipistrelli di gomma.




